Bisogno di Risposte

Rispondo a te, che con sentimenti pervasi da genuina curiosità, mi hai chiesto se avessi smesso di fare fotografia.

Ti confesso che ho rinunciato a partecipare ad alcune mostre e che questo mio blog è rimasto in silenzio per molto tempo; ma ciò non significa che io abbia smesso di scrivere o di scattare.

Sì è vero, ho pubblicato poco e condiviso meno, e il motivo è semplice e frequente nello spirito creativo di un artista: mi trovo nel bel mezzo di una ricerca, credo quella più difficile, quella della ricerca di me.

Negli scatti che ho fatto finora, c’è sempre stato più di un elemento intimo e introspettivo: a questo punto ti confesso che il filo d’Arianna risultava essere più utile a me, che a voi, per ritrovare la strada verso la superficie.

È stato un anno intenso e ancora non ne sono uscito, un po’ per volontà e un po’ per cause legate a questo particolare momento della vita.

Così è trascorso già poco più di un anno e nel frattempo ho scavato nella mia anima, sperimentando l’autoritratto, quello d’autore!

Elemento in comune? Il passato, il futuro e l’anima che muta nello scorrere del presente.

Non avevo parole, non le ho volute trovare e ora sono impossibilitato per cause contingenti.

Ho tentato di rispondere alla tua domanda, ma sappi che anch’io, come te, ne aspetto una.

Dunque posto qui ufficialmente la sequenza di autoritratti più significativi. Chi avesse voglia di esprimere un proprio pensiero sul «non detto» che vi si può leggere, mi farebbe cosa gradita.


E mentre per un anno intero ho cercato me stesso nell’autoritratto, tu, mio caro Roberto Pivotto, mi hai trovato, e con la tua musica hai fatto sì che la mia anima potesse essere «ascoltata».

Grazie ancora!

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